"Spazio e luce coincideranno"

Acciaio, nylon, plexiglass, neon, trasformatore · 2011

Misure variabili

L'installazione luminosa conduce a una sospensione e a un'attesa contemplativa. Una serie di linee a piompo (echi del passato architettonico) si sviluppano in ascesa, sospese su segmenti di luce al neon piegati. Lo spazio, idealmente definito dalle linee e dalla loro funzione ideale, coincide con la luce sottostante che si piega e si riduce in una progressione infinita che tende al cielo. Una rappresentazione chiara e lineare di un pensiero futuro in cui non vi sono barriere o limiti spaziali. In "Luce e spazio coincideranno" l'elemento utopico è il soggetto, il riferimento all'architettura sempre più diretto: il filo a piombo disegna la luce, delimita lo spazio, segna la necessità di una leggerezza progressiva, circoscrive la geometria percettiva dello sguardo: pienezza e vuoto si sovrappongono, creati e determinati dalla radiazione luminosa, mentre l'occhio dell'osservatore si immerge nella contemplazione del movimento. Come nelle opere di James Turrell o Olafur Eliasson, Filippo Centenari cerca di creare uno spazio sensoriale, un luogo in cui soggetto e oggetto convergono verso una visione reciproca e rassicurante.