"Paratonnerre"

Schermo RGB, plexiglass, videocamera, plexiglass, Tour Eiffel SOUVENIR - 2005

Un monitor inscatolato in plexiglas, una video camera wireless che produce interferenze, e una Tour Eiffel, souvenir di un viaggio, montata sul monitor, che potrebbe essere definita un ironico avatar di un redy-made duchampiano, una messa in prospettiva, o in corto circuito, di un emblema - gigantesca antenna metallica, oppure faro, che si innalza sopra l’orizzonte urbano - della Parigi moderna, che inscrive nel proprio tessuto urbano macroscopici elementi di arredamento. L’elemento che ci intriga di più è l’immagine sottostante, e le mille altre, sulle quali l’oggetto si inscrive funzionando paradossalmente da parafulmine capace di attrarre la luce e di farla esplodere in zizaganti saette. Il flusso di immagini ondulatorie create dalla “camera” introduce la nozione di enigma, costituisce il punto di arrivo di una tensione problematica e interrogativa. L’enigma ha la capacità di spiegarsi simultaneamente su diversi registri di senso e apre - anzi sospende - uno spazio intermedio A-REALE, che non è destinato ad essere colmato. La natura dell’enigma è il transito, il passaggio verso qualcosa di differente, al suo opposto invece si trova il banale, in cui inciampiamo ogni momento muovendoci come automi, dentro questa nostra povera società dello spettacolo integrato. E’ proprie su storie di disfunzioni, errori, e incidenti, che gli artisti hanno creato le loro opere migliori. Troviamo in Centenari un atteggiamento iconoclastico che qualifica il video in opposizione - come peraltro ha fatto Nam June Paik - alla televisione. Marisa Vescovo per XIX° Premio Internazionale di Arte Elettronica Guglielmo Marconi