"Anime"

Violini, neon, trasformatore · 2007

Misure variabili

Filippo Centenari appartiene ad un territorio utopico in cui la tecnologia non divide ma è condivisa, dove la distinzione muta in fusione, e la singola nota si fa accordo. I suoi lavori esplicitano la co-presenza di linguaggi e forme d'espressione differenti, un coagulo di media che non è Babele ma struttura organica e complessa: i sensi si mescolano, le funzioni dei singoli elementi perdono progressivamente di forza per diventare altro, ed il lavoro si apre alla prensione estesica. Gli oggetti, esperiti quotidianamente, che compongono le opere di Centenari, sembrano aprire a nuovi significati, tra ossimori e sinestesie visive, deautomatizzando i normali codici di lettura per generare un paesaggio perturbante. Nel caso dell'artista cremonese però, l'uneimlich, il distonico, non produce necessariamente paura: piuttosto, ci conduce a comprendere che spesso la stranezza appartiene alla quotidianità, mentre l'arte, per fortuna, è ancora in grado di produrre nuove e sconosciute armonie.